Se frequenti una palestra, probabilmente avrai notato che la nuova attrazione non sono più gli specchi per la classica autovalutazione narcisistica, ma le bilance impedenziometriche di ultima generazione.
Un bel giocattolino che promette di rivelarti ogni segreto su come sei fatto/a.
Vuoi sapere se hai più muscoli o più grasso? Salta su, aspetta qualche secondo e… Abracadabra! Peccato che, spesso, la realtà sia molto meno scientifica di quanto vogliano farti credere.
Perché sì, la bioimpedenza elettrica (BIA) si basa su principi scientifici validissimi, ma molto spesso il suo utilizzo nelle palestre somiglia più a un rito improvvisato che a una misurazione accurata, con un’affidabilità che, a volte, ricorda quella delle previsioni meteo fatte con il metodo delle calze stese *.
* pratica pseudoscientifica (cioè totalmente inventata!) che prevede il tempo analizzando lo stato delle calze lasciate ad asciugare all’aperto. Umide? Piove. Secche e rigide? C’è vento. Sparite? Sole garantito (o vicino con mani lunghe).
Capita spesso che ti facciano salire sulla bilancia così, a sentimento, in qualsiasi momento della giornata: dopo un caffè, uno shaker proteico, tre litri d’acqua… o peggio, appena finito l’allenamento, grondante di sudore e illusioni.
E qui viene il pezzo forte: arriva il Personal Trainer di turno, si piazza accanto alla bilancia con l’aria ispirata di chi sta per rivelarti il tuo destino karmico, scruta i numeri e parte con la lettura solenne del referto. Manca solo l’incenso.
Peccato che, a volte, distinguere tra massa magra e massa muscolare sembri più una questione di opinioni che di scienza.
Non ci credi? Fai una prova.
Il problema, infatti, non è il dato in sé, ma chi lo interpreta.
Nota: parlo ovviamente di certi Trainer, non dei tanti professionisti seri che fanno il loro lavoro con competenza vera e che sono una risorsa per chi si allena.

Ma torniamo a noi: come funzionano davvero queste bilance?
Si basano sulla bioimpedenza elettrica, cioè un impulso elettrico che attraversa il corpo e, in base alla resistenza incontrata, stima la percentuale di massa grassa, massa magra, acqua corporea e altri preziosi dati.
Tutto molto bello, se non fosse per un piccolo dettaglio: il margine di errore.
Secondo uno studio pubblicato su PLOS One, rispetto alla DEXA (Dual-Energy X-ray Absorptiometry) – il Gold Standard per la misurazione della composizione corporea – queste bilance possono sottostimare o sovrastimare la massa magra e quella grassa di diversi kg!
In pratica: quel tuo bel 15% di massa grassa potrebbe essere un 10%… o un 20%.
Capito l’antifona?
E se ancora ti sembra esagerato, ecco qualche esempio concreto di quanto possano essere fuorvianti i numeri:
- Bevi acqua poco prima? Sei più pesante. E la bilancia, vedendo più peso ma preossoché la stessa resistenza, ti punisce alzando la percentuale di grasso.
- La bilancia misura solo dai piedi? La corrente elettrica si ferma praticamente alle gambe. Tradotto: braccia, petto, schiena e addome restano praticamente fuori dai giochi. Ma intanto ti dà un’analisi completa. Sulla fiducia, ovviamente!
- Ti pesi la mattina e poi di nuovo la sera? I dati cambiano completamente, anche se non hai fatto alcunché. Solo che nel frattempo hai mangiato, bevuto, trattenuto liquidi… e la bilancia, poverina, non sa distinguere il panino del pranzo dal grasso sulle chiappe.
Eppure, nonostante tutto, in molte palestre queste bilance sono diventate una specie di totem sacro.
Ci si sale sopra come su un altare, trattenendo il fiato e aspettando il verdetto con la stessa tensione con cui, a scuola, si sperava di non essere chiamati per l’interrogazione proprio il giorno in cui non si era aperto il libro.
E il bello è che, poi, arriva lui: il Personal Trainer di corvè. In teoria dovrebbe essere un tecnico, ma spesso finisce per recitare la parte del lettore di tarocchi digitali, intento a decifrare quei numeri come fossero simboli arcani… anche se, a dire il vero, tolti due o tre dati base, l’interpretazione diventa più improvvisazione che analisi scientifica.
Ora, sia chiaro: non voglio certo dire che la bilancia impedenziometrica sia inutile. Anzi! Se usata correttamente, è uno strumento straordinario e insostituibile per monitorare l’andamento nel tempo. E oggi esistono strumenti davvero fantastici per farlo.
Il problema, però, non è la bilancia.
Il vero nodo sta in chi quei dati li legge. Facciamo due esempi.

Il primo è il classico Trainer: un po’ tuttologo, un po’ improvvisatore (che, per fortuna, non rappresenta l’intera categoria!)…
Ti fa salire sulla bilancia con l’entusiasmo di chi sta per lanciare un incantesimo: nessuna domanda sull’orario della pesata precedente, zero menzioni a cosa hai mangiato, bevuto, o a quanto hai sudato. Il nulla.
Ti piazza lì sopra come se la macchina potesse leggerti i peccati nascosti in fondo all’anima, senza sapere nemmeno se vieni da una sessione di Crossfit® o da una colazione a base di pancakes con tua cuggina.
E puntuale come l’oroscopo che ti promette ricchezza e amore ogni maledetto inizio gennaio, eccolo che arriva: ti fissa con l’aria di chi ha appena parlato con gli dèi, annuisce come se stesse per svelarti il destino dell’universo e parte a sparacchiare numeri e percentuali con tutta la solennità di un araldo medievale in crisi d’identità.
Hai preso muscolo. Hai perso grasso. Bravo/a, hai fatto miracoli.
Peccato che sia passata solo una settimana. E che, nella realtà, la massa muscolare non cresca alla velocità di una pianta in uno spot di fertilizzante e che quella grassa non abbia neppure valutato l’idea di andarsene altrove.
Dall’altra parte c’è il vero esperto di composizione corporea (con competenze specifiche nel campo). Quello che prima ancora di accendere la bilancia ti fa domande precise: Quando ti sei pesato l’ultima volta?, A che ora?, A digiuno?, Ti sei allenato/a?, Hai bevuto abbastanza?
Sa perfettamente che senza quelle informazioni, il confronto è inutile. Non si lascia impressionare dai numeri giornalieri: guarda l’andamento nel tempo, cerca pattern, interpreta, non improvvisa.
E soprattutto, ha competenze vere: conosce la fisiologia, capisce i meccanismi di regolazione del peso corporeo, distingue tra acqua, glicogeno, grasso e tessuto muscolare. Una variazione di 1-2 kg da un giorno all’altro? Per lui è la normalità. E sa esattamente come contestualizzarla. È la differenza tra chi guarda i numeri e chi li capisce davvero.
A questo punto, se vuoi evitare di farti fregare, ci sono alcune regole semplici da tenere a mente:
- Pesati sempre alla stessa ora. Preferibilmente la mattina, a digiuno, dopo essere andato/a in bagno. Il resto è fuffa e ritenzione.
- Ignora i numeri di giornata. Il peso oscilla. Tu guarda l’andamento, non il teatrino quotidiano/settimanale.
- Un numero da solo non dice nulla. Se non misuri anche circonferenze e ti guardi allo specchio, stai solo giocando a Indovina chi.
- 3 kg di muscolo persi in tre giorni? Ma per favore! È acqua, glicogeno e un pizzico di paranoia.
- Fatti seguire da chi sa davvero cosa legge. Se confonde grasso viscerale con la pancetta sopra i tuoi addominali, forse è il caso di cambiare aria.
E quindi? Sono utili o no?
Dipende. Se pensi che basti salire su una bilancia impedenziometrica per capire il tuo stato di forma, sei sulla strada giusta per diventare paranoico/a.
Se invece la usi con metodo, rispettando le condizioni di misurazione e affidandoti a un vero esperto, allora sì: può diventare uno strumento preziosissimo per monitorare i tuoi progressi e fare scelte davvero efficaci per la tua salute e la tua forma fisica.
Cosa fare? Se la bilancia dice che sei ingrassato/a da un giorno all’altro, respira. Non cambiare tutto. Se noti un trend costante nel tempo, allora sì, può essere un campanello d’allarme.
E se il tuo trainer ti propone un’analisi corporea, chiedigli come funziona davvero quello strumento e su quali parametri si basa. Se inizia a balbettare concetti a caso o a sparare paroloni tipo massa idrica osmotica laterale… beh, salutalo con un bel ciaooooneeee e vai a cercare qualcuno che sappia di cosa parla davvero.
Morale della favola?
Le bilance impedenziometriche non sono strumenti magici, ma se usate correttamente possono essere un alleato insostituibile. Basta sapere come e quando usarle.
E soprattutto, non credere a chiunque ti legga i numeri come se fossero il vangelo, perché – magari ti sembrerà strano – ma serve uno specialista con competenze in materia per leggerli. E soprattutto: per interpretarli.
Hold Hard!

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Le informazioni contenute in questo articolo hanno scopo puramente divulgativo e non intendono sostituire il parere di un medico o altro professionista sanitario qualificato. In qualità di Athletic Trainer e Strength & Performance Coach, mi occupo di strategie di allenamento e composizione corporea, senza fornire piani nutrizionali personalizzati o prescrizioni dietetiche. L’obiettivo è offrire indicazioni basate su evidenze scientifiche per migliorare la performance fisica e la gestione del peso. Si raccomanda di consultare un medico o uno specialista prima di apportare modifiche significative alla propria alimentazione, regime di allenamento o integrazione. Chi assume farmaci prescritti non deve modificare la propria dieta ed il suo stile di vita senza il consenso del proprio medico.
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